Leggeremo il giornale su Facebook?

Lo “State of the News Media 2015” a cura del Pew Research Center, ci rivela che i social media sono sempre più fonte di informazione per gli utenti.
La diffusione (numero di copie distribuite) dei giornali cartacei, nei giorni feriali, diminuisce del 3,3% , rispetto all’anno precedente, passando da 45,6 milioni di copie circolanti del 2013 ai 44,1 del 2014.
Sul totale dei lettori tra digitale e cartaceo, il 56% preferisce ancora leggere solo su carta, mentre l’11% solo in digitale.
Sebbene siamo ormai nell’era del “mobile first”, al momento solo il 5% legge esclusivamente i giornali su mobile (smartphone / tablets).
La ricerca rivela quanto è cambiato il senso della lettura del giornale:
“Il tempo medio dei lettori sul sito del New York Times, nel Gennaio 2015, è stato di 4,6 minuti e questo era il valore più alto dei primi 25. In questo senso la maggior parte dei visitatori di un giornale sono “di passaggio”, giungono sul sito forse attraverso un link su un social network o mandato per email e per questo non si può definire questa esperienza come “lettura di un giornale”, bensì la navigazione online passando attraverso un articolo.”
In questo scenario, i social network hanno ben intuito il loro nuovo ruolo e si affrettano a stringere importanti accordi con storiche testate giornalistiche.
Google ha annunciato un progetto condiviso con 8 importanti testate di vari paesi, tra cui La Stampa italiana: investirà 150mln di euro in tre anni per creare startup, sviluppare modelli innovativi e ricerca sul giornalismo in collaborazione con i suoi nuovi partner.
Facebook ha accelerato le trattative e probabilmente, già dalla fine di questo mese, lancerà “Instant Articles”: gli utenti potranno iniziare a trovare all’interno del proprio news feed articoli di testate del calibro di New York Times, Buzzfeed e National Geographic. Questa scelta è in linea con la precisa intenzione del social network di portare qualità sulle bacheche dei propri utenti.
Se è vero che per le testate giornalistiche, Instant Articles rappresenta un’occasione di visibilità e una risposta alla crisi del mercato tradizionale, è vero anche che, entrando in questo circuito, gli editori si trasformerebbero in meri produttori di contenuti e perderebbero il contatto diretto con i lettori.
Siamo nel mezzo di una vera e propria rivoluzione e, come sempre, saranno solo i lettori a decretare il successo di questi nuovi mezzi di informazione.