Come un’agenzia di comunicazione usa lo streaming

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Fino a qualche tempo fa, lo streaming video era un argomento scottante solo per un’agenzia di comunicazione, ritenendo lo streaming uno strumento valido per qualsiasi tipologia di mercato. Adesso i tempi sono cambiati e lo streaming video è diventato il nuovo modo di comunicare; molte attività, aiutate dall’agenzia di comunicazione hanno deciso di reinventarsi, riscoprendo una nuova realtà online. In questo articolo andremo a vedere nel dettaglio cosa è cambiato nel mercato dello streaming e come quest’ultimo si riflette sulle attività.

Cosa vuol dire fare streaming

Nell’era della pandemia da coronavirus, lo streaming video ha permesso di continuare a lavorare, fare affari, stringere patti commerciali, creare connessioni tra persone e aziende ovunque si trovino. In questa particolare circostanza, molte attività si sono affidate ad un’agenzia di comunicazione per sbarcare online, la terra promessa.

Lo streaming ha rappresentato un punto di svolta importante, dando loro nuova vita ricreando la versione virtuale dei contenuti offerti offline. In definitiva qualsiasi attività è stata facilmente adattata al virtuale, riscoprendo una clientela tutta nuova. Gli esempi sono infiniti:

  • Concerti
  • Aperitivi Virtuali
  • Sedute psicologiche
  • Degustazioni online
  • Visite o tour Virtuali
  • Sport in streaming

Le attività hanno iniziato a parlare ai balconi di tutta Italia, rappresentando il primo raggio d’azione per qualsiasi cliente dell’agenzia di comunicazione. La pandemia ha accelerato l’adozione e la fruizione dei servizi di streaming video, innescando un trend che sta continuando anche nel 2021. Lo dimostra la società di consulenza nel marketing digitale Sensemakers sulla base di uno studio sulla crescita del consumo di video online e sull’evoluzione del settore, realizzato consultando dati Auditel:

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Dai grandi Player all’evento online

Non stupisce che i maggiori player in questa battaglia sono rappresentati dalle piattaforme video quali Netflix, Youtube e Prime Video, i nostri preferiti, ma la pandemia ha visto la nascita di nuovi eventi. Prendiamo come esempio Dream Hit, il concerto virtuale a sostegno dei lavoratori nel mondo dello spettacolo. Questo evento ci ha dato, per un secondo, una parvenza di normalità…riadattata, ma pur sempre normalità.

Per l’agenzia di comunicazione, questa si mostra come un’opportunità importante da sfruttare a favore di tutte le attività.

Questa tecnologia si sta imponendo a ritmi incalzanti.

Attraverso le piattaforme streaming riusciamo a comunicare ad un pubblico sempre più vasto, possiamo rimanere interconnessi, creare engagement, come? Erogando contenuti ad alto valore aggiunto. I benefici sono molteplici: incremento della visibilità, riduzione dei costi, ma anche aumento del prestigio del servizio o evento erogato, coinvolgimento di un pubblico esperto, abbattimento delle distanze.

Un’agenzia di comunicazione questo lo sa e in quanto tale, Jetbit Digital Agency ha supportato i suoi partner nel processo di creazione della loro presenza in streaming. Andiamo a valutare insieme alcuni case study che abbiamo affrontato come agenzia di comunicazione.

Evento in Streaming: Gli Italian Sportrait Awards 2021

Gli Italian Sportrait Awards nel 2021 sono giunti alla Nona edizione, per l’occasione sono patrocinati dal parlamento europeo. Ma facciamo un breve passo indietro, cosa sono gli Italian Sportrait Awards? Gli ISA rappresentano un premio di grande prestigio, organizzato da Confsport Italia, un riconoscimento che negli anni ha celebrato vari sportivi, tale premio viene assegnato agli atleti che ci hanno fatto emozionare, distinguendosi in ambito sportivo e che hanno saputo rappresentare una fonte di ispirazione per i giovani ed appassionare tifosi e spettatori di ogni età.

L’emergenza sanitaria legata al Covid-19, ha purtroppo avuto ricadute su i più vasti settori ed anche quest’anno ha impedito lo svolgimento della serata di premiazione in presenza, ma se il motto è non demordere, gli ISA hanno deciso per l’occasione di reinventarsi, in streaming. L’appuntamento è previsto Venerdi 23 Aprile alle ore 21:00, diretta streaming su Oasport e Sport2u.

Tale situazione è fonte d’ispirazione e collegandoci a ciò potremmo analizzare tutti quei settori messi alle strette dal coronavirus, e che inevitabilmente hanno dovuto assumere una veste nuova, ad esempio i concerti, messi in crisi vanno in streaming, o anche di come si è reinventato lo sport, totalmente da casa, con la nascita di piattaforme che permettono comodamente di allenarsi in qualsiasi luogo a qualsiasi ora.

Dunque si delinea un nuovo scenario? Beh, sicuramente lo streaming in tutte le sue sfaccettature era già in crescita nel 2019, ed ha subito un forte balzo in avanti ed un’accelerazione a causa di tale situazione.

Per l’occasione abbiamo avuto la fortuna di intervistare alcuni Campioni del panorama Italiano, chiedendo loro di esprimere un parere sull’attuale situazione, delineando lo scenario futuro, ed il rapporto con alcune innovazioni come lo streaming sport.

Cristina Chiuso – Ex capitano della nazionale di Nuoto Italiana

Benvenuta Cristina e grazie per l’estrema disponibilità, per noi è un vero onore, entriamo subito nel vivo con le domande, allora:

Pensando alla tua carriera ed allo sport in generale quale ricordo ti balza subito alla mente?

Ho avuto la possibilità di avere una carriera lunghissima e di realizzare anche tanti degli obiettivi che mi ero proposta. Anche adesso che ho abbandonato la carriera agonistica faccio talmente tante cose mi danno soddisfazioni che è difficile scegliere.

Il prossimo 23 luglio speriamo di vedere la fiamma riaccendere il braciere olimpico. Cosa rappresenta un evento sportivo così incredibile in un periodo tanto incerto?

Riuscire a raccontare realmente che cos’è un’emozione vissuta d’atleta è praticamente impossibile. Le Olimpiadi vanno ben oltre quella che è una prestazione sportiva, raccontano un viaggio lungo quattro anni, quest’anno cinque. Non dimentichiamoci che le Olimpiadi una volta rappresentavano il tempo di pace. Durante le olimpiadi qualsiasi guerra veniva sospesa. Dovrebbe rappresentare ancora questo, un tempo per condividere valori, per condividere culture, per unire le persone

Parlando di eventi sportivi sei Ideatrice e Fondatrice degli Italian Sportrait Awards, ci descrivi brevemente questo evento e cosa rappresenta per te?

Quest’anno abbiamo organizzato la nona edizione degli Italian sportrait Awards, è una delle tante cose di cui vado fiera. Questo premio nasce dal modo in cui mi piace vedere lo sport: non come prestazioni ma come emozioni, come racconto di emozioni, racconto di storie di atleti.

Quando ho avuto la fortuna di commentare le Olimpiadi di Londra mi sono chiesta che cosa rimanesse in realtà nella testa degli spettatori. Secondo me rimane qualcosa che va oltre la semplice prestazione sportiva rimane l’emozione che l’atleta riesce a raccontare con il suo viaggio, il viaggio che lo porta poi a realizzare un sogno. Da qui nasce l’idea di coinvolgere il pubblico e di unire le categorie degli atleti normodotati e degli atleti con disabilità. Quando si parla di emozione non ci può essere questa differenza, e di coinvolgere i ragazzi Under 16, di dar loro voce.

Il campione di ragazzi è uno dei fiori all’occhiello di questo di questo premio e nasce proprio da questa visione. I ragazzi hanno un modo diverso di vedere lo sport, lo vedono attraverso i loro occhi, attraverso il loro mondo e a me piaceva l’idea di dare loro voce.

Grazie allo streaming avremo modo di seguire la premiazione di questa sera, quanto è stato difficile adattarlo a distanza?

Ci tenevamo a fare almeno una consegna virtuale e provare comunque a lanciare il nostro messaggio, a raccontare delle storie. Manca il momento in cui gli appassionati consegnano direttamente la bellissima statuetta nelle mani del loro campione, quindi anche se adesso non è possibile non vedo l’ora di ritornare in presenza.

“Il ritratto dello Sport Italiano” come è cambiato nel tempo e cosa ti aspetti nel futuro?

Il ritratto dello sport italiano: sportrait significa proprio questo – sport e portrait. Abbiamo unito di proposito queste due parole perché parliamo di emozioni, spesso passano attraverso il volto dei protagonisti dello sport. Sono gioia realizzazione ma a volte anche sconfitta. Non bisogna demonizzare la sconfitta, anzi, i più grandi insegnamenti arrivano sempre da una sconfitta e mai da una vittoria.

Adesso c’è anche una grandissima influenza dei social network, tutti gli atleti ormai sono super presenti sui social. Raccontano con le stories quello che fanno durante la giornata; questo è positivo perché li fa conoscere facendo conoscere al pubblico dei campioni che altrimenti non sarebbero usciti perché di sport meno conosciuti.

È cambiato inoltre il rapporto dei giovani con lo sport che prima si affidavano al grande campione come modello e adesso magari preferiscono scegliere il campione della loro età nella quale si riconoscono direttamente.

Un consiglio ai giovani di oggi?

I giovani non hanno bisogno dei nostri consigli, secondo me sanno bene che cosa fare, hanno bisogno di una guida questa si. Il consiglio che do loro è di inseguire i loro sogni, ragionare con la loro testa, sono perfettamente in grado di farlo.

La cosa bella va al di là del raggiungimento dell’obiettivo, quando uno vive il sogno, vive il viaggio per raggiungere il sogno, giorno dopo giorno qualcosa di bello è già accaduto.

Carlo Molfetta – Oro Olimpico di Taekwondo

Ciao Carlo, grazie per la tua disponibilità per noi è un onore avere l’occasione di intervistare l’Oro Olimpico di Londra 2012, partiamo subito con le domande:

In che modo un grande campione come te ha affrontato questa pandemia?

Questo periodo così difficile per tutti noi in questa realtà un po’ irreale, l’ho affrontato come affronto un po’ la mia vita, quindi con ottimismo, con fiducia e soprattutto rimboccandomi le maniche e cercando di lavorare il più possibile per avere un futuro migliore.

Come pensi sia cambiato l’approccio dei giovani allo sport?

L’approccio al mondo sportivo da parte dei giovani è cambiato completamente. Basti pensare che non ci sono quasi palestre, già questo cambia l’approccio di un giovane. Ma devo dire che si sono trovati tanti modi alternativi di fare sport e soprattutto si è trovato tanto tempo libero per riuscire a trovare del tempo per se stessi.

Trovare soluzioni innovative e performanti è la base delle migliori strategie, anche in ambito sportivo, cosa ne pensi dell’allenamento in streaming e come lo collocheresti in uno scenario futuro di ripresa?

L’allenamento streaming è una cosa evolutasi con la pandemia, una cosa molto innovativa e sicuramente futuristica che ha dato la possibilità di allenarsi in qualsiasi momento. Dobbiamo prenderla come non qualcosa che sostituisca la palestra ma come qualcosa di aggiuntivo.

Parlaci brevemente di DooMore?

In piena pandemia è nata questa nuova piattaforma che si chiama DooMore, con la quale collaboro, è una piattaforma innovativa, avendo palestre chiuse, è un modo per tornare a sport ovunque, basta collegarsi alla piattaforma, scegli l’allenamento e l’allenatore ed hai la possibilità di allenarti in qualsiasi posto

Un consiglio ai giovani d’oggi?

Consiglio a tutti i giovani che mi stanno vedendo, ed in generale a tutti, ricordiamoci che il futuro è solo nelle nostre mani quindi le difficoltà ci sono e ci saranno sempre, non è tanto la difficoltà che ci si presenta davanti ma il modo in cui affrontiamo ciò. Rimbocchiamoci le maniche andiamo avanti e lavoriamo per il nostro futuro.

Mike Maric – Campione del Mondo di Apnea, Medico e Docente Universitario

Ciao Mike, grazie per la tua gentilezza e disponibilità. Avere l’occasione di intervistare il Campione Mondiale di Apnea è un grande vanto per noi, entriamo subito nel vivo:

Un vortice di emozioni ci avvolge fin dalla nascita, possiamo dire col primo atto respiratorio. Quanto è importante assumere consapevolezza sul saper respirare, e come sensibilizzare le nuove generazioni su tale argomento?

Tutti noi nasciamo come piccoli delfini all’interno del liquido amniotico di nostra madre, tutti nasciamo con una respirazione cosi detta diaframmatica, che perdiamo dopo il primo picco pediatrico intorno ai sei anni. Prendere consapevolezza sul respiro è un aspetto molto importante perché se è vero che spesso la vita ci toglie il fiato, essere padrone del proprio respiro è un modo per controllare le proprie emozioni e la propria vita, la consapevolezza dovrebbe essere insegnata sin dalla tenera età perché è uno strumento importante che ci permette di gestire la qualità della nostra vita.

Il tuo nuovo libro è incentrato sul potere Antistress del respiro, Beh La vita ci lascia sempre a corto di fiato, quale consiglio si sente di dare per affrontare le sfide di ogni giorno?

Si spesso la vita ci lascia a corto di fiato, ma sono altrettanto convinto che dalle sconfitte si impara sempre. Si impara a trasformare, a convertire, in modo tale che si possa acquisire il giusto atteggiamento mentale. Questo ci permette di sviluppare fiducia, positività, propositività, ottimismo, qualità che grazie a tecniche mentali ci permettono di affrontare la vita e di non rimanere senza fiato.

Prevenire e trovare l’equilibrio, il tutto parte soprattutto dalla mente, come attivare tale switch mentale?

Beh nel mio sport, indubbiamente, nell’apnea, tutto parte dalla testa. E’ una disciplina meravigliosa perché attraverso uno switch mentale, cioè nel mio caso diventare acqua nell’acqua, questo ti permette di superare dei limiti considerati invalicabili. Si dice di non disturbare chi rende possibile qualcosa che era considerata impossibile . Il giusto atteggiamento mentale è quello che ci permette di essere costruttivi e di saper andare oltre.

Ambiente, lavoro, futuro, viviamo sempre più interconnessi, come possiamo coniugare ciò con la necessità di staccarsi brevemente concentrandosi sul proprio Io?

È vero che noi viviamo in un epoca in cui siamo sempre più interconnessi, ma di per se anche isolati, l’isolamento non è favorevole ad una maggior crescita interiore. Il mio suggerimento è quello di dedicarsi all’interno della giornata a dei minuti di recupero, cioè minuti in cui stiamo con noi stessi. Non distratti da mille distrazioni e pensieri, ma connettersi a noi attraverso il respiro, attraverso la mente, coltivando la cultura mentale con semplici esercizi di meditazione piuttosto che di training autogeno.

Il nostro articolo è incentrato appunto sullo streaming, come sfruttare al meglio tali piattaforme per crearne beneficio?

Per quanto riguarda l’utilizzo dello streaming e delle piattaforme, sono assolutamente a favore perché hanno risolto tanti problemi anche di distanza. Il mio suggerimento è che vi siano contenuti validi ed utili che danno un valore aggiunto, e allora ben venga la tecnologia con grandissimo entusiasmo.