Digital Agency “fai da te”: basta un cugino qualsiasi

Diffidate delle digital agency che sostengono il contrario. Tuo cugino può essere determinante eccome, ecco come fare.

La fregatura è sempre dietro l’angolo con le agenzie di comunicazione, è un dato di fatto. Una delle espressioni su cui si gioca spesso nel nostro ambiente è legata alla facilità con cui l’imprenditore delega al figlio, al cugino, al collaboratore “smanettone” delle tecnologie, il proprio brand sul digital.

Quando l’account della digital agency di turno acquisisce questo dato, di solito, parte con la ‘ramanzina’ su quanto poco professionale, inefficace e rischioso sia questa gestione dell’immagine sul web. Fuffa.

Lo scontro

“Caro Tommaso, stia attento! I canali di comunicazione digital, per quanto potenti, possono essere distruttivi per l’immagine della sua azienda, si affidi a dei veri professionisti!” . Ci prova l’account, omettendo il dato di fatto che ormai la tecnologia è alla portata di tutti. Grafica accattivante? “C’è Canva!”. Sito ottimizzato per i dispositivi mobile? “Chi non sa usare WordPress o i migliaia di tool gratuiti per auto-prodursi un sito fighissimo?”

“Sì ok Tommaso, ma così rischia di essere uguale agli altri e di non emergere all’interno del suo mercato target!” – obietta l’account. Il terzo segreto di Fatima, aggiungerei.

Cosa c’è di vero?

Quasi niente. Prima di tutto il cugino di Tommaso è molto più legato al business dell’azienda di famiglia e quindi ha più motivazioni rispetto ad una qualsiasi agenzia esterna. Partiamo da questo concetto. Si è vero, l’agenzia potrebbe sostenere che – “Caro Tommaso, noi non possiamo bluffare, il nostro business è direttamente collegato al vostro, se vi mettiamo in condizione di crescere, cresciamo anche noi!” – ma è una frase di rito. Lo sappiamo tutti, l’agenzia mira a prendere il budget e poi sparisce nel nulla quando non arrivano i risultati sperati.

Secondo fattore da non sottovalutare, poniamoci una domanda. Perché di solito l’agenzia si carica il costo di quattro/cinque figure professionali laureate, con master e un milione di certificazioni per gestire il vostro progetto?

La risposta è banale. Regna l’incompetenza. Ormai le agenzie di comunicazione sono piene zeppe di nativi digitali che hanno poca visione d’insieme e, ancor più grave, sono completamente avulsi da ciò che significa sgomitare sul mercato, sempre più competitivo e complicato da decifrare.

Terzo punto, una figura che vive l’azienda e che ormai si forma in pochissimo tempo grazie all’infinità di tutorial messi a disposizione gratuitamente da Youtube e portali su cui è possibile acquistare know-how a pochi euro, reggerebbe la sfida con qualsiasi digital agency al mondo per la capacità di comprendere le esigenze dell’imprenditore (suo zio, figuriamoci) e per la velocità di esecuzione datagli dal vivere a stretto contatto con il management.

Lo scherzo è bello quando dura poco

Credetemi, sono l’ultimo a voler fare ironia su un aspetto così delicato. Dal 2014, quando abbiamo fondato Jetbit, ne abbiamo fatto di passaggi a vuoto. Abbiamo fallito su diversi progetti, ma se siamo ancora qui e acquistiamo forza anno dopo anno, è perché siamo capaci di imparare dai nostri errori. Anche da quelli degli altri a dirla tutta.

Il cugino, figura esemplare che ho utilizzato in questo post, in realtà è un elemento chiave nel successo di un rapporto agenzia-azienda. Stavolta sul serio e vi spiego il perché. Tommaso, l’imprenditore, che ormai ha acquisito una certa popolarità nel nostro racconto, tendenzialmente è portato ad accentrare. Lo faccio anch’io nella mia azienda. Ma il nostro compito è di alleggerirlo da questo aggravio di lavoro. Ecco perché, quindi, la figura del cugino acquista una valenza strategica. Se disponibile, voglioso e con un minimo di passione può rappresentare un’arma in più nell’economia del processo di “digitalizzazione”. Un’agenzia esperta coglie questa possibilità come un’opportunità piuttosto che come una minaccia.

Poter contare su una figura che vive il business del nostro cliente, con il quale la comunicazione nel tempo può elevarsi in termini professionali e che diventa il coordinatore e amplificatore all’interno dell’organizzazione, rappresenta un vantaggio non di poco conto.

Per un’agenzia come la nostra, l’esercizio win-to-win, scusate sono allergico a questo tipo di espressioni ma in alcuni casi sono proprio necessarie, di potenziare le skills del cugino di Tommaso è un dovere, oltre che un vantaggio.

Riassunto in sette punti:

  • Promozione della cultura digital nell’organizzazione del cliente per facilitare il nostro lavoro
  • Riduzione del gap culturale tra management e agenzia
  • Maggior precisione delle azioni messe in campo
  • Maggior consapevolezza dell’investimento
  • Minor effort nello startup delle azioni di comunicazione, marketing e software
  • Maggior capacità di correggere le attività avviate
  • Maggior capacità di monitoraggio delle azioni avviate